Housing sociale

iniziativa pubblica sui nuovi modelli abitativi: cohousing e housing sociale
Il progetto “Housing sociale a Villa5”, inaugurato a maggio 2008, ci ha portati in primis a compiere un lavoro di ricerca e formazione sui nuovi modelli abitativi (cohousing, condomini solidali, housing sociale) e a sperimentare, presso i minialloggi di Villa5, strategie di accoglienza e accompagnamento di persone in situazione di temporanea vulnerabilità sociale. Allo stesso tempo, nel corso di questi 4 anni di sperimentazione,  abbiamo cercato di definire ed articolare sul piano teorico un modello di azione capace di auto-sostenersi economicamente. 
Da tale sperimentazione è venuto a delinearsi un modello basato sui seguenti elementi:
  • costruzione e costante rinegoziazione e rafforzamento della rete delle risorse interne alla villa, sia in termini di competenze professionali, sia in termini di ambienti polifunzionali;
  • rafforzamento del legame con il territorio attraverso un costante confronto con enti pubblici e privati;
  • mix sociale: abbiamo accolto a Villa5 sia nuclei familiari sia giovani single con percorsi biografici, estrazione sociale, livello di istruzione molto diversi tra loro, sia italiani sia stranieri lavorando per favorire legami di solidarietà, attraverso la valorizzazione delle diverse competenze e abilità;  
  • mix economico: convivenza della ricettività turistica con l’offerta di accoglienza sociale;
  • coinvolgimento degli inquilini accolti nel progetto housing nelle attività della villa al fine di favorire la condivisione di responsabilità nei confronti dello spazio comune e degli altri inquilini; in alcuni specifici casi si è negoziata la “restituzione” di una quota parte del canone di affitto in termini di ore-lavoro.
mercatino del baratto di giocattoli
Nonostante lo sforzo di sintesi e di sistematizzazione del nostro "stile di housing", la pratica quotidiana a Villa5 nella gestione dei 17 miniappartamenti, data la dimensione accogliente della struttura e la facilità alle relazioni collaborative che un contesto contenuto favorisce,  rimane improntata all’ascolto diretto delle persone e all’analisi delle diverse situazioni, piuttosto che all’adozione di una prassi standardizzata. 


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